Aggiornamento Settimanale Mercati - 26/06/2017

Pubblicato il: 2017-06-27 16:36:12, nella sezione Notizie e Novità legislative

A cura di IFABrescia

Mercati Azionari
Settimana ancora una volta un po’ nervosa per gli indici internazionali, in particolare per quelli europei che hanno sofferto in particolar modo per la debacle del settore Oil & Gas ma che, in generale, stanno tornando a sottoperformance gli indici americani amplificando soprattutto le variazioni negative. La debolezza in Europa ha portato l’indice generale ad un modesto ritracciamento, segno che comunque non vi sono stati ancora elementi così impattanti da far variare il trend generale delle borse.
Tra i mercati europei, la debolezza si è fatta sentire maggiormente su FTSE Mib e Ibex, dove il comparto bancario ha continuato a segnalare qualche elemento di tensione. E questo nonostante sul panorama italiano si sia aperta una soluzione al problema piuttosto critico delle banche venete, dove, dopo l’impossibilità di trovare capitali privati (anche in una logica sistemica), si è fatta avanti Intesa Sanpaolo che ha avanzato la disponibilità di acquisire gli asset ‘sani’ delle due banche, lasciando allo stato l’onere di procedere alla ricapitalizzazione delle altre attività non performing. Il contesto non è del tutto negativo però per l’Europa, visto che paesi nordici e Svizzera hanno evidenziato comunque una variazione complessiva positiva. A livello settoriale significativo rialzo per l’Health Care e per i tecnologici, settore quest’ultimo che ha ripreso vigore dopo lo storno improvviso di due settimane fa e che ha evidenziato un recupero su tutte le aree geografiche globali.
Tra gli stessi indici americani, infatti, è proprio l’indice Nasdaq ad essere quello più positivo, con un rialzo di quasi due punti percentuali. L’altro indice americano, guida anche per l’azionario globale, ossia l’S&P 500, è rimasto sostanzialmente piatto, con un saliscendi che prima ha fatto registrare nuovi massimi assoluti e poi ha ripiegato leggermente.
Per quanto riguarda gli altri mercati, buona la performance del Nikkei, tornato a reagire positivamente dopo un periodo un po' opaco, mentre tra gli emergenti è prevalso un atteggiamento positivo da parte degli investitori soprattutto per la componente asiatica del paniere generale. Ancora sotto tono Russia e Brasile a causa dei timori degli investitori circa il prezzo del petrolio, elemento fondamentale per questi paesi. Trend quindi che restano positivi per le borse, ancora abbastanza regolari nella loro progressione, ben visibile sui grafici a frame più lunghi. La volatilità resta schiacciata al ribasso.


Materie prime
Per quanto riguarda le materie prime, permane il momento di difficoltà delle materie prime agricole, in forte downtrend da ormai diversi mesi e che, nell’ottava, hanno stornato con violenza. Perdite anche per il petrolio che scende per tutta la settimana, con un piccolo recupero sul finale (in area 43 Dollari) ma confermando il momento poco felice per questa materia prime. In recupero Zinco e Piombo, mentre sono rimasti stabili i metalli preziosi.

Mercati obbligazionari
Altra settimana positiva per l’obbligazionario governativo, sia sul lato zona Euro, sia negli USA e nelle altre aree geografiche ad esclusione degli emergenti. Nella zona Euro da segnalare il progresso sulla parte lunga della curva ma in generale ancora una compressione dei rendimenti sia sulla parte ‘core’ dell’Eurozona, sia sulla periferia, con il decennale sul BTP che è sceso all’1,92% di rendimento. Movimento contrarian solo per il Portogallo che vede tornare una leggera pressione sul proprio debito. Il Bund tedesco, nella scadenza decennale, ha visto limare al ribasso il proprio rendimento, con i valori che in chiusura si sono attestati in area 0,25%.
Per quanto riguarda i tassi negli USA, poco mosso il decennale americano, il cui rendimento si è mosso in un range piuttosto stretto tra 2,14% e 2,19%, non molto distante quindi dai valori della precedente ottava. Mentre l’azionario continua sostanzialmente a credere ad una fase di maggiore crescita (e quindi inflazione….e quindi con una Fed più restrittiva) il mondo bond sembra proseguire per la propria strada, con segnali, come detto, molto forti sia sui rendimenti del tratto a lungo della curva e sulle probabilità (stimata dai dati di mercato) di ulteriori interventi sul costo del denaro.
Proprio su questo punto, la scadenza di luglio è ritenuta inadatta per un possibile ritocco, anche considerando la vicinanza alla misura appena presa. Ma anche per settembre o novembre, le probabilità di un intervento non arrivano al 20%, arrivando ad essere significativa (38%) solo a fine anno. Altri indizi confermano le attese del mercato dei bond e suggeriscono un possibile cambio di ‘ruolo’ da parte delle asset class. Conferme arrivano anche da altri elementi di mercato o macroeconomici: l’inflazione stenta a radicarsi nettamente e la sostanziale difficoltà di Trump nell’implementare le sue riforme determinerà che dal lato ‘politico’ non arriveranno contributi significativi alla crescita. Anche dal lato di un’altra asset class, ossia le materie prime, non vi sono particolari segnali che fanno pensare ad una pressione sui prezzi. Possibile invece che, da un punto di vista meramente tecnico il supporto a 2,10% / 2,15% del decennale USA possa dare una spinta per un movimento di rebound.
Per quanto riguarda le altre asset class obbligazionarie, da segnalare il buon progresso del corporate investement grade, sia per le emissioni in Euro che in USD. Debole invece l’High Yield americano, colpito anche di riflesso dal calo del prezzo del petrolio. Generalmente negativo il debito emergente, sia in valuta forte che locale.

Mercati valutari
Sul mercato dei cambi, poco mosso il cross Euro Dollaro, che è rimasto in un range piuttosto stretto tra 1,11 e 1,12, senza particolari movimenti. Verso le altre valute l’Euro è apparso generalmente forte, sia verso alcune valute sviluppate (CAD, AUD) sia emergenti (come ad esempio il Rublo ed Real brasiliano). Ancora debole la Sterlina: il cross Euro-GBP si mantiene ai massimi da inizio anno.

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